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Turi Liotta candidato a Sindaco di Adrano [aggiornato al 27-02-2007 ]

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23-02-07 Riflessioni


Nei giorni scorsi sono state pubblicate alcune notizie di stampa sulle vicende politiche della nostra città che vale la pena commentare.

Premetto che non è nelle mie intenzioni analizzare fatti specifici per giudicare moralmente qualcuno, ma solo evidenziare le connessioni tra le vicende in sé ed il modo di fare e di interpretare la politica in questa città.

Cominciamo dalla ormai nota iniziativa imprenditoriale privata che intende sfruttare il business derivante dalle attività di recupero e stoccaggio dei Rifiuti Speciali e Speciali Pericolosi.

E’ dei giorni scorsi l’ultima trovata dell’UDC, che per deviare il discorso, lancia la proposta alle forze politiche ed alla città di sottoscrivere un protocollo d’intesa sull’ambiente.

Una proposta che ci esimiamo dal commentare per evitare di farci trascinare in mera discussione fine a se stessa.

Quello che, invece, mi preme sottolineare è che i protocolli d’intesa hanno un senso solo se servono a rafforzare ed a dettagliare norme e principi già esistenti rendendole concretamente operanti.

Chiarisco meglio il concetto con un esempio pratico.

Quasi tutte le forze politiche e, ancor peggio, le Istituzioni sono dimenticate che la città di Adrano è dotata di una meravigliosa carta dei principi che deve regolare e permeare tutta la vita della città.

Mi riferisco allo STATUTO che, in applicazione diretta dei principi della Costituzione sulle Autonomie Locali (tra cui il più volte sbandierato principio di “sussidiarietà”) conserva intatto tutto il suo alto valore-guida per la regolazione di eventuali opposti interessi.

Orbene il Titolo I dello Statuto fissa i principi generali dell’autonomia del Comune e le funzioni sue proprie da perseguire con il solo rispetto della Costituzione e delle leggi.

In questo ambito l’art. 1 dello Statuto prevede, tra l’altro, che il Comune rappresenta la comunità locale e ne cura gli interessi, tutela le risorse ambientali nell’interesse della comunità “ed in funzione di una sempre più alta qualità della vita”.

Tutti abbiamo percepito che il capo del governo di questa città non si sia proprio mosso in linea con questi principi e gli lo ha gridato forte durante la bellissima manifestazione spontanea del 7 gennaio scorso promossa ed organizzata dal comitato civico.

In quella occasione si è registrata la ingiustificabile assenza non solo dei rappresentanti dell’UDC che di FORZA ITALIA, ma, soprattutto, del Sindaco.

L’atteggiamento di quest’ultimo rappresenta una forma di ordinaria illegittimità che va denunciata e condannata politicamente in quanto rappresenta una chiara violazione dell’art. 4 dello Statuto che impone al Sindaco di questa comunità di improntare “la propria azione politico-amministrativa alla piena realizzazione del pluralismo politico ed istituzionale ed a riconoscere il valore delle libere forme di organizzazione dei cittadini; il Sindaco ha il dovere di tutelare e di valorizzare il contributo che la cittadinanza attiva può dare al governo della comunità locale; il Sindaco deve assicurare ai cittadini la facoltà di agire per la tutela dei diritti della comunità, il diritto di accedere alle informazioni, agli atti, alle strutture ed ai servizi dell’Amministrazione, il diritto di avanzare istanze, proposte e valutazioni, e, non ultimo, IL DIRITTO DI INTERLOQUIRE CON L’AMMINISTRAZIONE.

Diritti e non favori più meno disinteressatamente concessi dall’ UDC in sostituzione del Sindaco quest’ultimo, quel giorno, pare abbia preferito rimanere seduto dentro un noto circolo universitario di via Garibaldi piuttosto che porsi alla guida del popolo di Adrano dando coraggio e sostegno alla sua comunità che civilmente manifestava, non contro il suo Sindaco o contro una forza politica, ma contro una iniziativa economica dall’evidente intento speculativo ed asociale.

Non porsi alla testa di una comunità che lotta per l’affermazione dei principi del proprio STATUTO, per la salute dei propri figli, per la protezione della Valle del Simeto e di un sito ambientale di valore europeo è uno dei tanti errori politici, che uno dietro l’altro, sta palesando la maggioranza di governo della città.

Un altro caso recente di ordinaria illegittimità, che mi induce a riflettere sulle condizioni di invivibilità in cui versa la città, trae spunto da un’altra proposta dell’ UDC adranita con la quale si proponeva alle altre forze politiche e sociali la sottoscrizione di un protocollo sulla legalità.

Il tentativo dell’ UDC, che ha governato per ben sette lunghi anni e che, pertanto, in questa materia ha una responsabilità storica e politica incomparabile, è stato davvero patetico.

Questo partito, insieme al Sindaco che ne è l’espressione massima, è il principale responsabile perché nulla ha fatto in concreto per combattere qualsiasi forma di abusivismo e di illegittimità e per aver improntato la politica della città verso lo sperpero del denaro in modo irrefrenabile, lasciando credere che Adrano, con Mancuso Sindaco, fosse diventata una specie di città dei balocchi dove è festa tutto l’anno e dove, come in un perenne periodo di Carnevale ogni scherzo vale (vedi vicenda lotteria di Carnevale, regalo di Natale 2004 da parte della società Eufinance, riqualificazione della piazza di S. Filippo ogni qual volta ci sono le elezioni e centinaia di posti di lavoro con la Multiservizi S.p.A., che, guarda caso, dopo ogni competizione elettorale svaniscono nel nulla come, appunto, si fosse trattato di uno scherzo di carnevale).

A proposito di scherzi di Carnevale certamente saprete che il nostro Sindaco è stato rinviato a giudizio insieme a due funzionari del Comune ed altri per lo scandalo del famoso gemellaggio del Carnevale di Adrano con quello di Rio in Brasile.

Orbene come si difende dalle accuse il nostro Sindaco?

Il primo cittadino, per voce del proprio legale, fa sapere attraverso gli organi di stampa che Lui non c’entra con la turbativa d’asta perché Lui non c’era e che Lui, al massimo, ha solo regalato qualche biglietto vincente a suoi amici.

In altri termini i responsabili di tutto sarebbero solo gli altri perché Lui, com’è noto, al massimo dà l’indirizzo mentre, poi, sono solo gli altri che rischiano di finire in galera per aver applicato male quell’ atto di indirizzo politico.

La vicenda, a mio parere, si caratterizza emblematicamente proprio come un errore politico grave e tipico di chi si crede il più furbo di tutti.

Orbene è solo in conseguenza della scelta politica di promuovere, in tutta fretta, una lotteria per finanziare il viaggio in Brasile che anche i funzionari sono caduti in evidenti errori procedurali commettendo alcune illegittimità che, oggi, li vedono costretti a difendersi dai reati loro contestati.

Ma è anche un altro grave errore politico mettere nei posti apicali e di massima responsabilità persone di diretta fiducia politica del Sindaco e della maggioranza di governo; così, infatti, si calpesta la dignità di tutti quei dipendenti che svolgono il proprio lavoro con competenza e nell’esclusivo interesse delle Istituzioni e per garantire la imparzialità delle stesse.

Di esempi negativi e di ordinaria illegittimità potrei citarvene parecchi altri, ma anche non mettere a dura prova l’attenzione del lettore è una buona regola da rispettare e, perciò, mi fermo qui.

Alfio Platania


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