Carissimi giovani di Adrano e non, questa settimana che è passata è stata
veramente importante. Molte iniziative sull'ambiente, alcune dei partiti
e altre del'associazionismo.
Cominciamo da queste ultime: sono sempre molto importanti e manifestano la vitalità di una comunità. Le motivazioni che muovono le associazioni sono le più disparate: ambizione politica, passione civica, voglia di fare qualcosa, ecc. ecc.
Non importa: se il dibattito si fa pubblico, se le volontà si manifestano, se le opinioni diventano confronto, tutto questo è estremanente positivo. E' segno di vitalità. E ad Adrano ne abbiamo bisogno.
Ambiente: l'UDC per bocca del suo solerte - e onnipresente televisivamente parlando - Commissario ha proposto un protocollo d'intesa, prima in 5 punti, poi in sette e cappelletto iniziale.
Subito sottoscritto dai partiti (quali e quanti?) della maggioranza e poi... al momento di andare in stampa non sappiamo chi abbia aderito all'iniziativa. Non mi pare questo il modo giusto di procedere.
Primo: la maggioranza non può proporre un documento politico su un argomento su cui poco ha fatto sin qui nei primi sette anni di amministrazione, argomenti come traffico e vivibilità urbana, sviluppo sostenibile, bio agricoltura, sono assolutamente assenti dalla sensibilità mostrata (per modo di dire) da queste varie giunte Mancuso e, soprattutto, dall'ultima.
La verità è che sembra essere un altro il fine, spostare l'attenzione della città dall'unico vero e impellente tema proposto dal Comitato Civico, quello della "fabbrica dei veleni", allargando il raggio di riflessione su temi che necessitano di approfondimenti maggiori e con i tempi della politica e delle istituzioni.
Si vada avanti con il no al sito dei rifiuti speciale e pericolosi e poi si vedrà. Senza iniziative tese ed intimidire componenti del comitato che esercitano impresa nel tessuto economico (invero molto povero) della città.
Secondo: il rinvio a giudizio del Sindaco, di funzionari e ex assessori della giunta Mancuso.
Detto che a tutti va riservato l'osservanza del principio garantista e democratico della presunzione d'innocenza sino a sentenza definitiva e che un processo è sempre una fonte di angoscia per chi lo subisce, va detto che bisogna capire chi e come tutelerà le ragioni del Comune, se si potrà decidere di costituirsi parte civile e comprendere se peculato o turbativa d'asta vi siano stati.
Comunque, la verità è che prima il Carnevale era il fiore all'occhiello della politica dell'immagine, mentre adesso, dopo che il gemellaggio con il Brasile si è rivelato un vero e proprio flop sia per le casse del Comune sia per la città (dopo due anni è stato miseramente abbandonato), è tema di cronaca giudiziaria. Quindi di danno all'immagine di Adrano inestimabile e mortale.
Purtroppo, l'argomento più rilevante utilizzato dalla maggioranza di questi anni è finito per rivelare l'assenza di una reale prospettiva di proposta di crescita.
Solo carriere personali e niente per la città, questo dovrebbe essere lo slogan più usato ad Adrano da chi amministra.
Terzo: come per la politica sociale, pomposamente denominata della famiglia; anche questa fu (il passato remoto è d'obbligo) un cavallo di battaglia del sindaco per vincere le elezioni. Ricordate la "valanga" di buoni pasto solidarietà deliberati dalla Giunta sotto elezioni amministrative, spacciate come intervento di sostegno sociale ad personam ed una tantum?
Il latino voleva camuffare una misera operazione di propaganda elettorale di facciata e di bassa lega, ma costosa per il Comune (ma non per il candidato) e lesiva della dignità di chi lo riceveva.
Sappiamo poi come finì. I supermercati non vollero più accettare i buoni perché il Comune non li poteva più pagare. Crisi di liquidità si diceva. Oggi, proprio i servizi sociali e, in special modo, quelli destinati alle famiglie più necessitanti di aiuto, come quelle che hanno disabili in casa, soffrono una crisi senza sbocchi visibili.
E' per mancanza di fondi, sperperati in mille rivoli di vanità e sciocchezze, che non riusciamo più ad assicurare servizi e dignità a chi ha bisogno. Se questa è la loro politica per le famiglie, se questa è la loro idea di famiglia e di bisogno, si salvi chi può.
Quarto: in settimana è morto Filippo Raciti, ispettore di polizia deceduto per frenare i disordini allo stadio Massimino in occasione di Catania-Palermo, è morto anche Padre Pignataro e hanno demolito e sfregiato il busto di Carmelo Salanitro alla villa di Adrano.
Cosa lega tutti questi avvenimenti?
La morte di Raciti e il danneggiamento del busto di Salanitro sono comunque sintomi evidenti di inciviltà, violenza e disagio giovanile. Senso di vuoto, di assenza di senso della vita.
Padre Pignataro aveva capito: aveva scelto di aiutare, in via preventiva proprio come faceva Don Bosco, i giovani dei quartieri più disagiati di Catania, dai quali sono venuti molti, ma non tutti, dei giovani dello stadio Massimino e della Curva Nord.
L'educazione e l'intervento per i giovani sono la vera sfida che interroga, anche ad Adrano, la politica, la scuola, la chiesa, e il mondo delle associazioni.
Noi siamo pronti ad accettarla e a misurarci. E voi?
Grazie e a presto.
Turi Liotta