Purtroppo, come temevamo, è arrivata la notizia apparsa nella prima pagina del quotidiano “LA SICILIA” del 12/3/2005 dalla quale risulta che Adrano è il paese più povero della Sicilia.
Quindi fra i più poveri e meno sviluppati d’Italia.
Certamente saranno state tante e di varia natura le cause di questo risultato sulle quali, come componenti sindacali, non abbiamo titolo per entrare nel merito.
Per la parte che invece ci compete, dobbiamo ricordare che da tempo la FP – CGIL e noi componenti RSU facciamo ogni sforzo per fare capire all’amministrazione che lo sviluppo di una città dipende anche dalla capacità di individuare, assieme alla parte sindacale, la migliore strategia per la gestione della struttura del Comune che, quale organo principale per il progresso della città, non può essere considerato una proprietà privata.
Solo una struttura organizzativa efficiente ed efficace, concepita con criteri di merito e di professionalità e non di servilismo e privilegi, è in grado di definire strumenti, piani, programmi, ecc. indispensabili per la crescita economica e culturale del territorio.
Invece l’amministrazione ha preferito orientarsi nella direzione opposta, trovando una stupefacente compiacenza nel direttore generale che, secondo noi, non ha saputo coordinare le risorse umane e strumentali del Comune né ha saputo garantire il migliore utilizzo delle condizioni logistiche degli uffici, elementi fondamentali per lo svolgimento di un serio lavoro per una reale crescita della città. Né ha predisposto, come doveva, alcun piano degli obiettivi né alcun programma gestionale dell’ente, lasciando le redini all’improvvisazione ed al saccheggio.
Egli ha condotto con impressionante superficialità ed arroganza una campagna di vessazioni e di persecuzioni ed ha operato, in dispregio alle leggi, cervellotici smembramenti di uffici per imbavagliare ed intimorire chi, forte delle proprie idee, della propria professionalità e della propria dignità, non è disposto a cedere alle lusinghe ed alle soperchierie del potere.
Se si vuole evitare che Adrano sprofondi ancora più di quanto non sia già sprofondata, si decida l’ente a riconoscere, perché lo impone la legge, il ruolo e le prerogative dei sindacati e dei rappresentanti sindacali con i quali definire le strategie gestionali dell’ente necessarie per aiutare la città ad uscire dal baratro economico in cui si trova.
Per l’ennesima volta suggeriamo al direttore generale di avviare immediatamente un tavolo con le parti sindacali per affrontare, anche alla luce della disastrosa notizia, tutta la problematica connessa con le attività del Comune e di avere maggiore rispetto delle leggi nonché dei diritti e della dignità delle persone, fortemente compromessi dalla sua arroganza.
Al Sig. Presidente del Consiglio chiediamo, se ritiene, di fare avere copia della presente ai Sigg. Consiglieri Comunali.
Adrano, lì 14/03/2005
I Componenti RSU FP – CGIL Comune Adrano
argomenti correlati:
10-02-05 Le regole calpestate (CGIL)