E' vero che la politica negli ultimi tempi nel nostro paese (ma non solo) è stata snaturata, che si sono persi di vista i suoi valori e le sue prerogative di valutare ed attuare scelte per tutta la collettività, ma ridurla e relegarla a un ruolo di "politic show" mi sembra un po' troppo, soprattutto perchè mi pare che lo stratagemma serva a nascondere vuoti di idee e di contenuti che ci devono far pensare.
Non è corretto e non è dignitoso far passare per "politica" i comunicati che Italia e Liggeri ormai quotidianamente (l'uno, l'altro o assieme) ci fanno arrivare attraverso la televisione locale. Cosa c'è di politico nell'andare tutti i giorni a parlare di "macedonia", vantandosi di avere un'opposizione che però è maggioranza (lo dicono loro) cadendo subito dopo in contraddizione sfidando la maggioranza (quella che il giorno prima non lo era e il giorno dopo loro stessi definiscono la maggioranza di Ferrante, accorgendosi di doverla differenziare per non far confusione, o per fare confusione, da quell'altra maggioranza, diversa, quella cioè cui avevano attribuito questa definizione il giorno prima, in un pasticciaccio brutto di definizioni mutevoli e cangianti a seconda del momento e della tesi che si vuole confutare, nel senso che torna più comoda).
Mi chiedo quando in questo paese si tornerà seriamente a fare politica e a parlare di politica, in senso alto, di quella a servizio della cittadinanza o non di questo o quell'altro interesse di parte. Di quella che si fa nei partiti e nei Consigli Comunali. Non quella televisiva, che mi sembra di poter definire politic show, per la quale, usando un parallelismo con i reality show, che tutto sono tranne che realtà, tutto sono tranne che politica. Certo che poi i giovani si disaffezionano alla politica, dovremmo meravigliarcene? Se politica diventa una sorta di botta e risposta attraverso i microfonoi televisivi, dove chi più la dura (nel senso che ha meno da confrontarsi ma più da polemizzare e più tempo da perdere per farlo) la vince. Se politica non è più un dibattito serio, se non si sente il peso e la responsabilità delle scelte, diventa qualcosa per gli sfaccendati o per chi ha interessi diversi. Mi auguro che si riscoprirà il valore della politica e le si ridarà il suo ruolo, che si torni a pensare al bene dei cittadini, che si riconosca dignità ai cittadini cominciando col dare fiducia alla loro capacità di capire: torni la televisione ai consigli comunali, perchè chi vuol sentire ascolti dalla voce di chi parla, propone, dibatte, in prima persona e non attraverso il racconto o il resoconto del "portavoce" o il "vice portavoce" di turno.
I cittadini hanno già scelto, alcuni più democraticamente, altri forse meno (almeno a sentire le voci che corrono su come alcuni candidati avrebbero cercato i voti), ma hanno scelto. Adesso sta all'amministrazione e al consiglio fare la propria parte, con la propria maggioranza e la propria opposizione, ma non nel carosello "pubblicitario" televisivo dove il senso del messaggio di Italia e Liggeri (che pubblicizzano la loro politica, affiancati da Mancuso e Bulla) è: "ora faremo i conti, vedremo chi ha vinto veramente nelle votazioni, chi ha i numeri", ma nella sede istituzionale, dove i conti si possono fare "a favore, alle spese o alle spalle" dei cittadini. Quello vogliamo vedere, vogliamo capire chi in Consiglio Comunale fa le sue scelte a favore dei cittadini e chi le fa invece alle spese e alle spalle dei cittadini, ma vogliamo capirlo direttamente dall'intervento dei consiglieri, da coloro cioè che sono stati legittimati dagli elettori, e non dai portavoce di turno, che non si sono ancora accorti che la gente ha già detto no a questo modo di fare politica, che ha già punito l'arroganza di chi ha pensato di poter decidere a prescindere da tutto, e soprattutto senza tener conto del giudizio della gente.
Sfidano, sempre dalla televisione, quella che per l'occasione è ridiventata maggioranza (ancora la sera prima non lo era) a fare il nome di chi vorrebbero come Presidente del Consiglio, sentendosi forte dei numeri che probabilmente daranno ragione a loro (si danno da fare per fare in modo che sia così), solo per far mandare ancora una volta il messaggio alla gente che ha votato che avrebbe votato male, che ha fatto i conti senza l'oste. Altrimenti perchè in televisione quando questo dovrà essere il primo argomento da discutere al Consiglio Comunale? Perchè non aspettare di discuterne in quella sede, mostrando di riconoscere anche il ruolo istituzionale al Consiglio? Ridando dignità al Consiglio? Questo è un altro frutto amaro del "mancusismo": mi auguro che si esauriscano presto e tornino a rifiorire i frutti buoni, quelli che servono a far crescere la collettività e non interessi di parte. Ci metterete nelle condizioni di poter partecipare alla discussione sulle cose che riguardano il paese dandoci la possibilità di seguire attraverso la televisione, per chi non può farlo diretamente, quello che si discute in consiglio comunale? Se non verrà fatto mi auguro però che nessuno ci offenda con la pretesa di venircelo a raccontare (da cittadina mi offenderebbe che qualcuno pensasse di venircelo a spiegare piuttosto che darci la possibilità di capire).
Un augurio di buon lavoro e che la politica torni ad essere Politica.
Maria
Sono d'accordo con te: c'è stato, ed evidentemente c'è ancora oggi, una visione della politica "muscolare". Io ho il consenso, i voti ( come li ho non ha importanza) e faccio quello che voglio, derido chi vuole avanzare idee, chi vuole farsi ascoltare per convincere.
E' evidente che se c'è una cosa che è stata sconfitta in queste elezioni è proprio questa visione. Se c'é uno sconfitto in queste elezioni è chi ha dato alla politica, ad Adrano, il senso dei numeri e della forza piuttosto che delle idee e delle realizzazioni. Al primo turno sono stati eletti i consiglieri: quelli più agguerriti, con più consenso, evidentemente erano nelle liste di Bulla. Ma al secondo turno, soprattutto dopo il comizio del 13 Giugno, il re è rimasto nudo: ciò che è stata sconfitta è stata quella esperienza amministrativa, politica ed umana.
Una diversa analisi troverebbe molte difficoltà ad affermarsi. Il gioco adesso è ricominciato: c'è voglia di rivalsa e di scommessa. In un certo senso questo è anche legittimo, ciò che non può essere accettato è questa esclusiva logica dei numeri. La forza di fronte alla ragione.
Rovesciamo il gioco: dopo 8 anni di umiliante nulla malgrado l'opposizione e per volontà dei padroni del vapore, il consiglio comunale puà riacquistare un ruolo importante per la nostra città. Un ruolo di autonomia e di autorevolezza, con la coscienza di essere importante per molte scelte per gli adraniti. Piano Regolatore, regolamenti per i servizi comunali e per le antenne telefoniche, opere pubbliche e bilancio, equilibri economici e finanziari. In questo senso è sciocco mostrare i muscoli e giocare una partita sulla pelle dei cittadini. Questa amministrazione non ha i numeri in consiglio, ma questa è una visione statica e sterile della situazione. Il confronto non deve essere a chi ce ne ha di più, ma a chi ha più idee e proposte.
Se la maggioranza opposizione ha più numeri della minoranza amministrazione, bene: spetta a loro esprimere un nome e fare in modo di votare (e fare votare) un soggetto che possa guidare il consiglio con autonomia e autorevolezza, appunto. Esperienza, competenza, rigore possono essere gli elementi del profilo del miglior presidente possibile, insieme alla capacità di essere al di sopra delle parti per guidare al meglio un consiglio importante per questa città.
La sfida è far vincere Adrano: in questo senso credo sia positivo come il Sindaco abbia mosso i primi passi. Ascoltare prima i destinatari dei provvedimenti e poi decidere, secondo responsabilità e coscienza. In questo è la novità.
Grazie
Turi Liotta
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