Ho seguito con interesse e credo anche con attenzione gli avvenimenti politici ed elettorali delle ultime settimane. Ho seguito anche i discorsi che sono stati fatti dal segretario, dal Commissario straordinario Dott. Currao e dallo stesso Ferrante, nella cerimonia di insediamento del Sindaco, di cui alcuni passaggi mi hanno sfavorevolmente sorpreso, anche se per ora non posso dire proprio preoccupato.
Spero infatti che si tratti solo di frasi di circostanza, che non meritino attenzione più di tanto, e non di un'effettiva volontà di procedere nella direzione tracciata rispetto alla quale si è tante volte detto di voler cambiare rotta. Mi riferisco a quanto è stato rimarcato sull'opportunità di una continuità amministrativa nonchè al passaggio sul lavoro dei dirigenti del comune: sull'uno e l'altro a mio parere c'è da ridire.
Parlare di opportunità di continuità amministrativa (questo, ad onor del vero, devo dire che l'ho sentito solo dal Segretario e dal Commissario Straordinario) mi sembra poco rispettoso anche della scelta degli elettori, come voler disconoscere i motivi della voglia di cambiamento e del successo elettorale del nuovo Sindaco; così come parlare dei dirigenti (che equivale a riconoscere figure dirigenziali e di consulenti che corrispondono a nomine di natura politica, non legittimate da concorsi e/o criteri di imparzialità) mi sembra alla stessa mamiera partire col piede sbagliato.
Entrambe le cose investono la sfera della legalità. Mi auguro, anzi sono quasi certa, che si tratti solo di una gaffe e non di un'intenzione vera: adozioni di atti discutibili sotto il profilo della legittimità, consulenze e nomine dirigenziali elargite non si sa bene come e perchè (senza voler entrare nel merito delle responsabilità di questi dirigenti e consulenti così nominati nell'aver consentito l'adozione di atti discutibili sotto il profilo della legittimità e non solo), a mio parere non solo non possono essere riconosciute, soprattutto in discorsi pubblici, ma non devono essere mantenute se non si vuol legittimare il criterio con cui sono state fatte.
Nemmeno l'eventualità di ritenere necessarie queste figure professionali potrebbe giustificare il modo con cui le nomine, gli incarichi e le assunzioni sono stati fatti. Occorre far passare ogni scelta, tutte le scelte, attraverso le maglie delle regole, della legalità e della democrazia. Sono temi che sono stati toccati tante volte nella tua campagna elettorale (ho seguito un po' meno quella di Ferrante per poter dire altrettanto della sua, anche se per alcuni temi, quali ITACA, anche lui si è espresso altrattanto chiaramente), spero che non verranno messi da parte per nessun motivo, nemmeno considerando che già c'erano e non si può cambiare tutto in una volta, come a volte è accaduto.
Forse (e mi auguro che sia così) le mie apprensioni non hanno nemmeno motivo di esistere, ho voluto esternarle sol perchè ritengo che alcune cose siano troppo importanti, imprescindibili, e meritino attenzione sin dal primo insorgere di qualsiasi dubbio: sulla legalità e sulle regole non si può e non si deve transigere, costituiscono, oltre che il sale della democrazia, il senso e il segno tangibile del cambiamento rispetto a un modello di amministrazione che non ne teneva alcun conto. Costituiscono un modello sano cui ispirarsi per promuovere un corretto sviluppo della società che passa anche attraverso i valori di educazione alla legalità.
Sono certa, per quello che ho già avuto modo di sentire, che il nuovo Sindaco si muoverà in quest'ottica, ma se così non fosse occorrerà che il PD, come partito che è entrato a far parte della coalizione e fa di questi valori la sua bandiera, lo esiga, altrimenti non avrebbe senso il suo essere presente.
Dobbiamo contribuire tutti a realizzare e rendere concreto il tanto sperato cambiamento. Così come tutti abbiamo contribuito a renderlo possibile. Intanto c'è il presupposto. Il che è già una conquista. Il resto credo, anzi sono certa, che con le persone giuste verrà. E le persone giuste ci sono.
Maria
Credo che sarà compito di tutti i protagonisti politici della nuova amministrazione cambiare criterio e regole di scelta.
Le competenze, quelle vere, dovranno essere il faro che ci guida. Vedremo
Turi Liotta
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