Avevo deciso di non intevenire nel dibattito su questo spazio per paura che trasparisse troppo il mio sdegno, la mia nausea di fronte ad alcuni avvenimenti. Ma alla fine non ho saputo resistere.
Oggi pensavo ad un curioso accostamento: nella storia, i grandi condottieri, hanno guidato il traghettamento ma non hanno potuto guidare in prima persona la fase successiva. Quando l'avvenimento è troppo grande, questo triste destino alla fine è la conclusione. Valga per tutti ricordare Mosè. Forse l'accostamento può sembrare esagerato, ma di quanti Mosè è fatta la storia di tutti i giorni? Ma la fase del "traghettare" non è meno importante della fase successiva, anzi sicuramente lo è di più, perchè mentre nella prima la direzione non è ancora ben definita, nitida, e sono molti i dubbi su quale è la strada giusta per arrivare alla meta, nella seconda fase la meta è già visibile, si tratta non più di tracciare il percorso, ma solo di percorrerne il tratto finale.
Per questo credo che il tuo merito sia molto più grande di quanto possa sembrare: superare barriere ideologiche, percorrere una strada nuova, finora mai tentata, ha dimostrato un coraggio eccezionale, delle doti al di sopra del normale, delle assunzioni di responsabilità che meritano il plauso di tutte le persone libere, della città. Mi auguro che le persone di questo paese si rendano conto di ciò, e non per votare te, perchè ormai non è più possibile, abbiamo perso questa occasione, ma per proseguire nella strada che con determinazione, grande senso di responsabilità e coraggio, hai indicato: votare Ferrante.
Io, che non sono e non sarò mai di destra, voterò Ferrante perchè credo che questo paese ha bisogno disperatamente di cambiare. Anche di cambiare volto.
Le parole di quel comizio, quello famoso, sono la più efficace dimostrazione: sono state l'epilogo di un modo di amministrare che considerava i cittadini privi di qualsiasi dignità, al punto da poterli indurre a pensare chi le ha pronunciate che non solo i cittadini non si sarebbero indignati davanti a nulla, nemmeno davanti ad attacchi ignobili verso persone che in politica la pensano diversamente o anche che con la politica non hanno nulla a che fare, ma che addirittura avrebbero costituito il colpo d'ariete finale per aprire ancora una volta le porte del palazzo comunale a quel modo di amministrare. La reazione delle persona per bene mi fa ben sperare per il futuro di questo nostro paese, ci sono ancora tante persone pulite capaci di indignarsi davanti a certe "dimostrazioni" di arroganza e di potere, davanti a certe persone che avevano creduto che non c'era memmeno bisogno di far sapere alla città qual'era il programma per il futuro della stessa, forte di un consenso che pensavano non dovesse passare attraverso la valutazione delle scelte (non hanno fatto l'intelligenza ai cittadini di essere capaci di comprendere e scegliere), ma solo, come fanno loro, attraverso il dispregio e la denigrazione di persone che hanno un'idea diversa di politica per questa città, che hanno obiettivi e pensano a soluzioni diverse, ma anche, ed è forse ancora peggio, attraverso la denigrazione e l'attacco a persone che non sono in politica, hanno solo liberi ideali politici, e sono inermi e indifesi di fronte a questi attacchi, perchè non possono difendersi utilizzando i loro stessi mezzi, la piazza, per far sentire la loro voce.
Ho sentito la speranza quando proprio dalla piazza, da cui sicuramente si apettavano l'ovazione, incitata coi toni da teatro dialettale ed evocatorio di un cero tipo di potere da film in cui negli anni cinquanta i protagonisti vestivano la "coppola" mentre oggi non si riconoscono più dall'abbigliamento ma dall'inflessione del linguaggio, si è levato un coro di vergogna. Ho capito che le persone avevano capito. E non perchè qualcuno glielo avesse spiegato, ma perchè la troppa arroganza ha fatto cadere i filtri lasciando solo le parole, in tutto il loro significato: troppe volte, forti del mancusismo, queste persone avevano pensato che la "gente", come la chiamano loro, come fosse un soggetto astratto e non costituita da persone, uomini e donne in carne ed ossa, non fosse più capace di pensare con la propria testa, di provare l'umiliazione per sentirsi considerati incapaci anche di provare prima indignazione e poi solidarietà verso chi subisce attacchi indegni con la scusa della politica, verso chi, per essere presente, è stato costretto ad ascoltare le volgarità che l'arroganza e il senso di onnipotenza hanno portato a pronunciare.
Mi indigna l'intervento del Presidente della Regione, che ha dimostrato e sta dimostrando in queste ore, andando in giro solo con uomini di una parte politica, di essere il Presidente di una parte politica. Ho fiducia che anche questo capiranno le persone, i miei concittadini, è assurdo poter pensare che l'istituzione possa essere a servizio di una parte politica. Ma loro lo pensano. E chi non si riconosce in quella parte politica? E' senza Presidente? Penso che tutto questo voglia ormai solo nascondere la debolezza, così come quella manifestazione di forza che fa girare per la città uno squadrone di persone (che alle persone più anziane ricorda ben tristi epoche) al seguito del loro candidato, osannandolo come fosse un idolo. Spero che sia il momento buono perchè la politica tornino a farla le persone di questo paese, i cittadini, con la propria scelta onesta e che abbia come interesse non quello personale, ma quello della collettività.
A Turi Liotta dico che mi dispiace moltissimo che non sia lui il candidato al ballottaggio, sono certa che avrebbe fatto grandi cose. Turi Liotta che ha dato ancora una volta dimostrazione di alta politica con la scelta coraggiosa che ha fatto di stare accanto a chi può rappresentare il cambiamento della politica in questa città che stava soccombendo per gli abusi di un potere fine a se stesso. La piazza, l'espressione di cittadini liberi, non ha gridato solo vergona, ma ha chiesto cambiamento.
E io ci credo.
Maria
Se Maria torna a far sentire la sua voce vuol dire che questo è il momento giusto per le scelte storiche.
Credo che, come sempre, abbia descritto lo stato d'animo, prima che politico, della gente di questa nostra città. Ma il merito del traghettamento è di tutta la classe dirigente di un partito nuovo, quello democratico, e del suo segretario, Turi Calabrese, che ha voluto il dibattito e che dibattito è stato.
Vero, franco, aspro ma concorde. La responsabilità dell'evento è percepita, la consapevolezza della scelta è piena. Questa città ha bisogno di cambiare pagina: e tra esserci e non esserci, abbiamo deciso di lottare.
Con la nostra faccia, con la nostra storia, con la nostra speranza, con la nostra voglia di futuro. Chiediamo il voto per quello che vogliamo fare, per dove vogliamo andare, non per il passato. Grazie
Turi Liotta
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