Scrivo non perché io sia un "politico" nel senso in cui tanti lo intendono, ma perché comunque faccio "politica"...
Non ho mai militato in partiti politici, non sono mai stato un candidato e non voglio esserlo! Ho solamente 25 anni e ritengo di far politica più di tanti altri che sono seduti al consiglio comunale di questa città. Il mio lavoro x la politica è la scommessa di tutta la mia vita a servizio dei giovani di questa città.
Sono un animatore per giovani e bambini presso una realtà ecclesiastica della nostra città, e ti assicuro che basterebbe farsi un giro all'interno di queste realtà e di gente come me ne troveresti tanta... Giovani, Adolescenti, Famiglie, Sacerdoti, Portatori di handicap... Tutta gente che si scommette giornalmente al servizio dell'educazione e della crescita di tanti bambini e di tanti giovani.
Non è un auto-elogio, me ne guarderei... è solo la voglia di dire che gente che fa a volte sacrifici immensi pur di educare la nostra città ce ne è tanta!!! E magari questa gente non la trovi nei cartelloni elettorali, non la trovi tra le 1000 ed estenuanti pubblicità televisive, non la trovi sopra i palchi a parlare magari anche ad alta voce per farsi sentire (o forse più vedere...). Questa gente c'è!!!!!!!!!!!!!!!!! Vorrei che questo sia chiaro a tanti. Porto la mia esperienza non per elogiarmi, ma per far capire a tante persone che molta gente lavora e in silenzio!!!
Io sono studente lavoratore che cerca di non gravare troppo sulle spalle dei genitori da un punto di vista economico, ma che cerca anche di coronare il suo sogno di studiare per esercitare la sua professione. Eppure non mi sono trasferito a Catania (il che mi converrebbe da un punto di vista sia economico che di tempo che di stanchezza...) per rimanere nella mia città e per continuare a svolgere il mio umile servizio qui ad Adrano! La stanchezza a volte è tanta e spesso si rischia di trascurare anche la propria famiglia pur di essere presenti... Tutto questo i "politici" di turno non lo sanno e non lo immaginano nemmeno.
Educare alla legalità i bambini e i giovani, fargli capire che non è la regola del "più forte" quella che fa crescere le coscienze, cercare attività per impegnarli in qualcosa di sano, educarli alla diversità e sensibilizzarli alle varie problematiche sociali che sono presenti nel nostro territorio, dialogare con le famiglie affinché si faccia capire che lo studio è una grande risorsa per il mondo giovanile,
cercare di dialogare con ragazzi che fanno uso di varie sostanze che secondo loro migliorano la vita e che "sballano" la mente e cercare di far passare che non è questo il modo di affrontare la vita, essere accanto a loro e spesso far passare attraverso la durezza di un modello educativo che dice tante volte di "no" i valori importanti, combattere con l'accattonaggio che ormai è tipico di una certa fascia di età... tutto questo è una lotta che io faccio giornalmente, ma è una lotta che una grossa fetta di città fa!!!! E' una lotta perchè è un lavoro che spesso porta allo scoraggiamento.
Spesso verrebbe voglia di lasciar perdere, di fregarsene, di stare appresso alle proprie problematiche (che già sono tante!) e non a quelle degli altri. E quante volte ci si sente soli e (mi permetto di dirlo) abbandonati dalle istituzioni! Di esperienze come le mie ne esistono tante nella nostra città. Chi non frequenta certi ambienti forse non lo immagina nemmeno. Ho visto sacerdoti che anche costretti alla sedia a rotelle non hanno mai smesso di crederci, sacerdoti anziani che non hanno mai smesso di lavorare per i giovani. Ho visto e continuo a vedere famiglie intere messe al servizio dei giovani, famiglie trafitte dal dolore della perdita dei figli mettersi a servizio delle idee. Ho visto gente che nonostante tutto viene e continua ad essere rifiutata e pure presa in giro per il lavoro che svolge... E come me, tanti altri vedono queste cose. Spesso sono i politici a non vedere queste cose, o forse non vogliono vederle!!!
Certe realtà si tirano in ballo solo nel momento delle elezioni... e veramente questo è quanto di più squallido possa esserci! Finite le elezioni ecco che si è di nuovo lasciati da soli... come sempre! Essere accanto a queste realtà non significa solamente stanziare soldi per loro (cosa buona e giusta), ma è anche e forse soprattutto sostenerle nelle idee, essere presenti fisicamente in certe realtà... stare nella strada, in mezzo ai bambini e ai giovani per educarli e far passare l'idea che non è lo stile di vita dello "sballo" quello che fa diventare VERI UOMINI. SI, FARE DIVENTARE VERI UOMINI I NOSTRI GIOVANI: E' QUESTO IL PRIMO FINE DELLA VERA POLITICA. Mi spiace doverlo dire, ma per molti la politica è tutt'altro... Non nascondo che spesso noi giovani che siamo a servizio della nostra città siamo delusi e amareggiati... spesso un certo tipo di "politica" ci scoraggia. Chiediamo quindi: NON PRENDETECI IN GIRO! LA SCOMMESSA EDUCATIVA NON SIA UN'ALTRA TROVATA ELETTORALE... ALMENO NON FATECI ILLUDERE! Scrivo questo commento non per essere compianto, non per essere elogiato, ma perchè voglio che la nostra voce sia protagonista nella nostra città.
Carissimo deputato sindaco Liotta, sono contento del fatto che nel tuo programma elettorale questa problematica sia centrale. Voglio crederci! Ma ti chiedo: non prenderci in giro pure tu... sarebbe ancor peggio che non averci considerato neanche.
Rimango anonimo nel messaggio perchè voglio che questo messaggio sia generale... potrei chiamarmi Francesco, Michele, Maria, Immacolata, Giovanni, Placido, Padre x o Padre y.... Questo è il messaggio di chi si impegna in questo campo e ancora vuole crederci e spende la sua vita a servizio dei giovani.
Grazie!
Anonimo
Credo fortemente che il progetto educativo sia centrale nella vità di ogni comunità. Credo fortemente che l'emergenza educativa (sono parole di Mons. Bagnasco, presidente della CEI) sia al centro della costruzione del nostro futuro.
In passato ho vissuto la tua stessa esperienza, oggi la continuo sia come genitore che in un'esperienza di cui non voglio parlare ma vivere come posso. Sento forte la responsabilità di quello che propongo, roba da fare tremare i polsi, ma accetto la sfida, la scommessa.
Il tema è stato oggetto di una intensa riflessione: vorrei rendere attuale il sistema preventivo di un uomo del secolo 19^, un sacerdote, un santo, che scrivendo una lettera da Roma ai suoi confratelli, li rimproverò con amorevolezza perché avevano lasciato soli i giovani nei cortili degli oratori.
La ricetta, se ricetta c'é, è facile e complessa allo stesso tempo: far crescere i giovani accanto ad adulti significativi che facciano vivere, in concreto, ii valori della legalità e della gratuità.
Vorrei tornare all'antico per riconquistare il futuro. Sottrarre i giovani dalla strada e dalla noia, dal nulla. Con l'apporto di tutti e con la responsabilità delle varie realtà educative. Credo che debba diventare mentalità questo discorso, dalle parole passare ai fatti, continuare i fatti che già esistono.
Il Comune si dia questa mission, e trovi come compagni di strada chi fa già questo con passione e gratuità, appunto. Il Comune dia incentivi, stimoli iniziative, riconosca il valore del lavoro svolto, nel silenzio, da quelle realtà dove tu operi e che sono fertili. Il comune non si sostituisca a questa realtà ma le aiuti a raggiungere quanti più giovani possibili, dia loro strutture e occasioni d'impegno. Io credo nel lavoro svolto dalla rete di educatori che spesso lavora non in sincronia ma nella reciproca indifferenza.
Per questo Ti invito a voler essere presente, Venerdì prossimo, 6 giugno, a palazzo Bianchi, per discutere insieme di questo progetto che abbiamo deciso di chiamare "La Città per i giovani" e non la città dei giovani. Sarà con noi Piero Quinci, professore presso l'istituto salesiano di Catania Barriera e cooperatore Salesiano: Piero è stato consigliere comunale a Catania, e non per il centro sinistra, e ha proposto una delibera che riconoscesse il valore sociale degli oratori per farli accedere ai progetti del Comune.
Ti aspetto, nell'anonimato se vuoi, ma con la possibilità di una apporto concreto a questo progetto. Che non è mio o della mia campagna elettorale, ma è della città.
Grazie
Turi Liotta
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